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…mi ritrovai per una Camera oBscura…

…ed incontrai Aganovich, chez Setecento!

Nel mezzo del cammin di loro vita, Nana Aganovich e Brook Tyler hanno dimostrato che la diritta via non è affatto smarrita. Lo hanno fatto alla Bridge Room dell’Hotel Bauer di Venezia, per Camera oBscura, progetto voluto da Setecento e reso possibile dal coinvolgimento di Fritz Stolberg, Neatek e Rubelli. L’evento è andato in scena alla presenza di Segolene Royal, vice presidente della Banque Publique d’Investissement e presidente di Region Poitou-Charentes. I due stilisti di Aganovich, brand con doppia sede parigina (Office: 5 Rue du Mail, Paris. Studio: 5 Cité de la Roquette, Paris), hanno avuto agevolmente modo di confermare in laguna la creatività palesata nelle loro sfilate.


A volerli per Setecento, progetto volto a celebrare le secolari tradizioni veneziane, è stato Alessandro Possati, degno figlio di quella Francesca Bortolotto Possati che, titolare dell’Hotel Bauer per averlo ereditato dal nonno Arnaldo Bennati, rientra nei 100 Protagonisti del Bien Vivre fin dal 2002. La capsule collection presentata nell’occasione esplora i classici motivi del chiaroscuro veneziano, sviluppando il tema della camera oscura attraverso tecnologie futuribili. Senza dimenticare i tessuti damascati, broccati e jacquard, utilizzati a ragion veduta, al pari delle cartoline in puro spirito Commedia dell’Arte, realizzate dal geniale illustratore Clifford Harper. A cesellare al meglio questa interessante iniziativa ci ha pensato Michèle Montagne (184 rue Saint Maur, Paris), pierre di punta dell’universo fashion, al punto da aver contribuito in maniera assai rilevante all’esplosione di creativi quali Ann Demeulemeester, Helmut Lang, Rick Owens e Haider Ackermann.

Ebbene, Aganovich s’innesta in quel filone di stilisti, geniali e innovativi, ragion per cui capaci di andare diritti al cuore di una donna sopra le righe. Nana Aganovich e Brook Taylor amano giocare con le asimmetrie, con raso e seta, con ricami ton sur ton e con giacche a manica doppia. Le loro ultime sfilate assegnano a Futurismo, Oriente e Sartorialità il ruolo di spiriti-guida, avendo ben chiari i rispettivi campi di pertinenza. Cerchi concentrici, maxistampe fiorate, stole sfrangiate e traforate entrano in contatto con una calibrata gamma di colori che, per l’estate, si trova pronta a spaziare dal bianco al verde petrolio, ma non molto oltre, come ben testimoniato dalla presenza dei soli, altri toni rosa, panna e nero. Idee chiare e visuali dicotomiche regnano sovrane anche nella prossima collezione autunno/inverno, che si lascia però abbagliare da lunghi stivali viola ad effetto stropicciato, di cui sentirete molto parlare…

Niente da dire, Aganovich è un brand in rampa di lancio verso l’empireo, ma anche se avessimo avuto dei dubbi sarebbero stati fugati da una segnalazione presente sul sito: fra le persone che hanno contribuito alla storia aziendale è segnalato, con il soprannome “The Mixer”, un grande barman, Colin Field (al 13° posto della mia classifica mondiale 2013, di categoria). Che ha fatto e farà faville al The Hemingway Bar (al momento, in fase di ristrutturazione) di uno storico hotel, il Ritz (15, Place Vendôme, Paris).





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