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A cena con Mosé

Papa Francesco indossa la maglietta del San Lorenzo, la sua squadra di calcio del cuore e invita i parroci a svolgere la loro missione soprattutto nelle periferie del mondo? La diocesi cattolica di Brooklyn lo prende alla lettera e...

...va addirittura oltre, lanciandosi a caccia di hipster. Con tanto di campagna pubblicitaria dedicata. Nasce così una sorta di Hipster Jesus, caratterizzato da un paio di rosseggianti sneaker All Star e una lunga veste bianca e rossa… Il fine ultimo è quello di attirare nuovi fedeli, ragion per cui niente di meglio che fare promozione nei locali più affollati, trendy ed anticonformisti, tipo Bushwick Country Club (618 Grand St. Brooklyn, NY) e R Bar (218 Bowery Street. Between Prince & Spring. New York), ove imperversano foto che ritraggono un uomo alle prese con una sbronza e la scritta: ”Hai bisogno di abitudini migliori? Vieni a messa”.

Monsignor Kieran Harrington, geniale promotore della campagna, ha voluto in tal modo spiegare chiaro e tondo che tutti sono benvenuti nelle parrocchie, perfino gli hipster, che potrebbero sembrare i più lontani dalla Chiesa Cattolica. Niente da dire: il Papa nuovo pare aver riportato in auge una tendenza già abbozzata una decina di anni fa, quando le tematiche bibliche fecero il loro ingresso nei locali dediti a ristorazione ed intrattenimento, grazie ad una tanto curiosa quanto intrigante proposta greca, da noi denominata Soul Dinner, che ebbe come capofila il Mystic di Atene, music-restaurant caratterizzato da candelabri tipici delle chiese ortodosse e pannelli di legno sui quali erano incisi in aramaico i Dieci Comandamenti, nonché da piatti imperniati sui cibi sacrificali dell’antichità.


Per di più, i menù ispirati alla Bibbia iniziarono a diffondersi un po’ ovunque, grazie soprattutto agli ottimi risultati di vendita del libro The Maker’s Diet, La Dieta del Creatore, scritto da Jordan S. Rubin, naturopata e uomo di fede, che invitava i lettori a tornare a mangiare e vivere come i nostri antenati biblici, cibandosi con gli alimenti che il Signore ci mise a disposizione in origine e nella forma più pura. Dalle nostre parti, ad adeguarsi al nuovo trend fu senz’altro il caffè e ristorante Dai Nodari di Vicenza che, dando ospitalità al Festival Biblico, prima proiettò il film Jesus Christ Superstar e poi organizzò un “A pranzo con l'autore”, costruito sulla presenza di Agnese Cini, presidente dell'associazione Biblia. Ma anche luoghi a la page quali il Ruth's di Firenze e lo Yesh di Roma, entrambi ristoranti di matrice kosher, termine ebraico che sta per “conforme alla legge, consentito”, ragion per cui votati alle regole religiose, desunte dalla lettura della Bibbia, che governano la nutrizione degli Ebrei osservanti.

Fermo restando che in scia ci furono anche Le Pecore di Milano, direttamente gestito dal pastore del Ministero di Sabaoth, chiesa protestante, capace di coinvolgere nell’operazione tutti i 300 membri della comunità e la Locanda del Castello di Sasso Marconi (BO) che, tanto per non farsi cogliere impreparata, inserì nel menù un piatto quale “La dolce avvolgenza di mele in tortelli di ricotta al rosmarino e noci, lo sfondo biblico degli altri carciofi”. Vogliamo scommettere che i primi a riprendere compiutamente le fila del discorso saranno quattro o cinque di quegli chef pronti a tutto, pur di stare ogni giorno sui giornali?





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