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Corea Power contro
le cataste di legna

Sfida a (breve) distanza, su base artistica, fra la Corea e il borgo di Mezzano

Hyung-Min Chung, direttore del Museo Nazionale di Arte Contemporanea della Corea e la mostra Who is Alice?, da una parte. Cataste & Canzei, ossia cataste di legna allestite come chicche d’autore, dall’altra. Un Evento Collaterale della 55. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia - in scena presso lo Spazio Lightbox (Cannaregio 3831, Venezia) e un piccolo, delizioso borgo del Trentino (Mezzano di Primiero) pronto a dar vita ad un prezioso museo sotto il cielo, a base di cataste di legna assemblate a regola d’arte. Due realtà decisamente lontane, ma vicine. Due appuntamenti assai diversi fra loro, ma ugualmente in grado di suscitare emozioni forti e parimenti volti a stravolgere l’esistenza di due luoghi suggestivi: un palazzo affacciato su un verde giardino, vista Canal Grande e un comune entrato nel 2010 nell’esclusivo club de I borghi più belli d’Italia. Venetia Maritima e Mezzano Romantica, laguna patrimonio dell’umanità e segni sparsi del rurale.

Ispirata al romanzo di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie, la mostra Who is Alice?, a cura di Chu-young Lee, si propone come esperienza onirica in cui gli artisti coreani coinvolti si addentrano con naturalezza, presentando piccoli mondi irreali. Attraverso i misteriosi occhi neri della donna di Untitled di Jung-Wook Kim ci si trova faccia a faccia con le proprie paure ed i propri desideri, prima di incontrare Tree 2, l’albero superstar di Myoung-Ho Lee, ma anche Female Natives di Haegue Yang, aborigene dal corpo luminescente e lo specchio di Cosmetic Girl by Hein-Kuhn Oh, chiamato a riflettere il viso curioso e inquieto di una fanciulla, forse Alice… Le emozioni proseguono con la quiete del parco giochi disabitato di To Alice di Hong-Chun Park, i vorticosi giri di giostra di Merry-Go-Round di U-Ram Choe e il lugubre party di scheletri di The Youth for Bacchus, di Du-Jin Kim. Il tutto, mentre trentotto mani si intrecciano nello spazio per dare vita alle ali di The Wing di Xooang Choi.


Dal fascino della natura montana al calore dei ceppi scoppiettanti nel camino, il passo è breve, ma ci voleva una certa inventiva per far sì che le scorte di legna si facessero belle e prendessero forme inattese, raccontando vicende passate, sogni, eventi storici, canzoni popolari e volti vissuti. Ci riesce benissimo Cataste & Canzei (il secondo nome non è altro che la traduzione del primo, nel diletto locale), una manifestazione che invita abitanti del luogo, ma anche artisti affermati, a realizzare installazioni lignee lungo i vicoli, ai piedi di antiche facciate, al cospetto dei ballatoi, nelle piccole piazze, nei cortili, sotto le scale e sui poggioli. Via, allora, a Cerco un centro di gravità permanente di Gianluigi Zeni, Free Water di Jimi Trotter, Temp che pasa (con clessidra chiusa fra sole e luna) di Giuliano Rattin, La Notte in sogno di Erica Schweizer, L’aluvion (che ricorda il tragico evento locale del 1966) di Marco Baj e La Fisarmonica (che pare una stella) di Max Gaudenzi.

La sfida è incerta, non c’è che dire. Ma, una volta tanto, non finisce come nei film di Bruce Lee: i ciocchi di legno non vanno spezzati con le mani nude, bensì ammirati. E le ali non vanno utilizzate per volare più distante, come nella canzone Non voglio mica la luna di Fiordaliso, ma per stringere in un unico abbraccio Venezia e Mezzano. Dalla Corea con amore…





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