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Fenomenologia
di una miss

Da trasgressione a routine, da salto nel vuoto a scelta consapevole, da sogno a reality: non c’è che dire, i concorsi di bellezza...

...hanno più e più volte cambiato volto nel corso degli anni, arrivando a palesare risvolti e aspetti molto diversi da quelli degli esordi, ma soprattutto riuscendo nel miracolo di rimanere sempre vicini alla gente. O, meglio, al contrario, la gente ha letteralmente deciso di adottarli, innalzandoli al rango di punti fermi dell’immaginario collettivo, al punto da voler per forza riconoscere loro valori e significati sempre, straordinariamente vicini alle mutanti regole della vita sociale. Una sorta di camaleonti da curare amorevolmente, modellando loro, addosso, una nuova pelle ogni volta che ci sia la necessità di farlo: ecco, questo tipo di concorsi sono un po’ come tante coperte di Linus, cui si sente di non poterne fare a meno… Per criticarli, incensarli, blandirli, offenderli, vezzeggiarli e sfotterli a piacimento. Da Miss Italia a Miss Muretto, da Miss Svizzera a Miss TeenAger, passando per le sempre più frequenti iniziative al maschile non c’è manifestazione che non susciti emozioni intense. Io stesso, in versione giurato, forte di un acclarato e conclamato gusto estetico, mi sono ritrovato ad arrabbiarmi a dismisura a fronte di inspiegabili vittorie di ragazze improponibili…  Esperienze personali a parte, è importante riversare la nostra attenzione sulle mutazioni temporali di A) canoni di bellezza, B) basi sociali, C) aspettative e D) numero di competizioni. Perché solo così facendo, si potrà universalmente comprendere l’effettivo, attuale radicamento della “Fenomenologia della Miss” nel nostro microcosmo. Quanto al primo punto, beh, basta guardare, foto di ora e di allora, Sofia Loren e Gina Lollobrigida per un verso, Federica Moro e Cristina Chiabotto per un altro, per capire: la clamorosa prorompenza degli esordi contro la linearità fintamente angelica di oggi, praticamente un abisso.

Eppure, il cambiamento non è così grande come si potrebbe supporre: tutte uguali parevano quelle che sfilavano allora, tutte uguali paiono adesso, in virtù di un conformismo imperante, ma vincente. Quantomeno, dal punto di vista popolare. Il secondo punto tira in ballo la provenienza dei partecipanti ai concorsi, che hanno preso ad abbracciare sempre più strati sociali, quanto più si è venuta a perdere la venatura trasgressiva della manifestazione. Che, all’inizio, assunse le valenze di oggetto misterioso, salvo poi finire con l’assumere le funzioni di rampa di lancio tout court, quanto a carriera, vita e amore. Come ben testimoniato dal magico, indimenticabile filotto messo a segno da Martina Colombari: incoronata Miss Italia, inondata di lavori a cavallo fra moda e televisione, repentinamente inseguita dalla fama e successivamente fidanzata con il presidente di giuria, Alberto Tomba (poi ha cambiato bersaglio, abbandonando lo sci per il calcio, ma anche questo rientra nella norma). Quest’ultimo esempio serve, eccome, da introduzione per il terzo punto, che verte sulle attese dei partecipanti. I quali, in un primo tempo, non sapevano esattamente dove sarebbero andati a parare a fronte di un’esposizione al pubblico ludibrio. Forse, pensavano ad un’apertura di porte per il cinema, ma niente di più. Mentre adesso, al pari delle migliaia di potenziali pretendenti al Grande Fratello cosmico, sono perfettamente consci di giocarsi una fetta di futuro, in tutti i sensi. Del resto, da un mondo dove trionfano le coppie imperniate su veline e calciatori non ci si potrebbe attendere null’altro.


Quanto al numero di competizioni, il dato è palese: se 74 anni fa (nel 1939 nacque Miss Sorriso) ce n’era una, ora sono centomila… Perché non c’è giornale, organizzatore, città, comune, promoter, partito politico, società o pierre che non abbia gia deciso o sia in procinto di dar vita ad un concorso in tal senso. Spesso e volentieri, il fine non si sa (le motivazioni possono essere molte, talvolta irrazionali), ma intanto si organizza… Perfino il portiere di casa mia ci sta pensando: il che è tutto dire. Anyway, per comprendere appieno le recenti plusvalenze attribuite ai concorsi di bellezza, occorre fare mente locale sulla clamorosa escalation del mondo dell’immagine: fino a quando ci sarà gente (attualmente tanta, anzi troppa) che va nei ristoranti, mangia male e paga assai, eppure esce con il sorriso sulle labbra per il semplice fatto di essere stata vicina a personaggi idealmente a la page, potete star certi che il concorso di bellezza trionferà. Ad ogni modo, le prime crepe si iniziano a vedere proprio in questo 2013: la Rai ha deciso di cancellare Miss Italia dal palinsesto, perché superato. Ma le sorprese sono dietro l’angolo: c’era una volta l’Araba Fenice…





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