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Dans Paris

La capitale francese vista con gli occhi di un nottambulo: tutti i locali da non perdere, per un soggiorno indimenticabile.

Sarà anche vero che non si sente più un regista, ma artista a tutto tondo, fatto sta che, incaricato di progettare il Club Silencio (142 Rue Montmartre. Tel. +33/01/40280555), David Lynch ha pensato bene di dar effettivamente vita al locale frequentato da Naomi Watts nel suo film cult “Mulholland Drive”. Gallerie a placche dorate, sala acquatica, bar caratterizzato da strutture metalliche e pista da ballo sotto un’arcata nero-pece si lasciano però invadere da un’atmosfera decisamente più allegra e socializzante di quella presente in una finzione cinematografica in cui gli strumenti suonavano da soli e la cantante moriva sul palco… Del resto, film o non film, questa discoteca non avrebbe in ogni caso potuto passare inosservata, visto che occupa spazi sotterranei in cui allignarono le stamperie che diedero alla luce il "J’accuse” di Emile Zola, sulle pagine de L’Aurore e L’Humanité di Jean Jaurès. Personaggi famosi, ma legati ai nostri tempi, anche a Le Baron (6 ave. Marceau. Tel. +33/01/47200401), club altrettanto modaiolo e L'Arc (12 rue de Presbourg. Tel. +33/01/45007870), bar, ristorante e dance club talmente a ridosso de l’Arc de Triomphe da non poter proprio fare a meno di ricordarne il nome.


Nell’ambito dei tanti eventi en vogue organizzati all’interno di queste mura, complete di giardino esterno, va ricordato il party targato Givenchy con Liv Tyler, Riccardo Tisci e Carine Roitfeld fra gli ospiti. Quanto al decor, bronzo, velluti e biblioteca artistica caratterizzano l’area più tranquilla, mentre canapè neri, neon e tavoli rotondi fanno bella mostra di sé nella zona ritmata. Avendo tirato in ballo un punto di riferimento della capitale francese, non si può fare a meno di celebrare una lieta novella legata ad un altro vanto cittadino: dopo 136 anni di attesa, anche l’Opéra di Charles Garnier ha un suo luogo di ritrovo, L’Opéra Restaurant (Palais Garnier, Place Jacques Rouchè. Tel. +33/01/42688680). Che l’architetto Odile Decq affida al controllo della longa manus del fantasma per antonomasia… Arredi moderni anche per il Djoon (22 boulevard Vincent Auriol. Tel. +33/01/45708349; +33/01/45708349), ristorante e soulful club caratterizzato da una facciata a base di vetro e acciaio, ma anche da sonorità oscillanti fra funk ed afrobeat. Lo spazio per socializzare, cenare e ballare, in presenza di un palco per musica live, non manca nemmeno a Le China (50 Rue de Charenton. Tel. +33/01/43460809), dove arredi ed atmosfera sono però ben d’accordo nel proiettare la clientela nel bel mezzo degli Anni Trenta.

…Ancora Sorprese…

Di questi tempi, le pareti vegetali sono soluzioni particolarmente gettonate tanto nell’interior design quanto nell’architettura tout court, ma raramente si rivelano così funzionali come in Mojito Lab (28 rue Keller. Tel. +33/01/75772395): nella fattispecie, l’area verde è realizzata con gli otto tipi di menta utilizzati per dar vita alle venti, diverse versioni del drink della casa! Ma non basta, perché, in tal modo, si garantisce anche un ambiente aromatizzato ad hoc… Il tutto, nel contesto di una location che funge da cocktail bar e scuola per barman di stampo monotematico, in cui le varie declinazioni di mojito vengono visualizzate da un tavolo digitale interattivo. Dalla tecnologia al calore salottiero, il passo non è certo breve, ma ciò che conta davvero è la voglia di accontentare una diversa porzione di pubblico. Le Magnifique (25 rue de Richelieu. Tel. +33/01/42607080) è un disco club che proietta in atmosfere retrò, prendendo il nome di un film del 1973, interpretato da Jacqueline Bisset e Jean Paul Belmondo. Ultimamente, il gruppo pop rock Scissors Sisters ha voluto organizzare proprio qua, fra legno, pelle nera e stole di pelliccia, il party after show, andato in scena al Trianon.


Su un’elegante rivisitazione del passato punta anche il designer Raphael Bertrand, che regala al Chacha Club (47 rue Berger. Tel. +33/01/40131212) sprazzi di art decò e chicche Anni ‘30. Fra un profluvio di velluti e sedute di pelle, abat jour e candelabri, pareti rigate e pianoforte caratterizzano a dovere un ristorante con pista da ballo votata ad eventi selezionati. Filosofia vitale imperniata unicamente sulla brasseria chic e contemporanea, invece, per Minimes (36 rue de Turenne. Tel. +33/01/42713670), che le artefici Elisa Weygand et Aurore Lanternier hanno però voluto sdoppiare nei riferimenti a ritroso nel tempo. Arredi degli Anni ‘70 e lampadario in cristallo di Murano risalente al 1950 vengono miscelati alla perfezione in un locale inaugurato nel giugno 2012 e già diventato un must fra la clientela up to date. Si torna a parlare di attualità e polifunzionalità con il Cafè La Cigale (122-124 boulevard Rochechouart. Tel. +33/01/55791010), bar, bistrot e rock cafè, ampiamente vetrato, caratterizzato da graffiti tribali ed etnici e frequentato dalla gioventù più creativa.

Dulcis in fundo, segnalazione d’obbligo per Germain (25 rue de Buci. Tel. +33/01/43260293), eclettica location scaturita dall’estro di India Mahdavi e dominata da una scultura-monstre a guisa di donna: al piano terra alligna la porzione che va dai piedi alla vita, mentre testa e busto sono al livello superiore! Ma non passa inosservata, nemmeno la sala biliardo, poiché si rivela capace di mixare il colore viola con sprazzi zebrati ed optical.





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