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Sound Different

Per mettere fine ad assurdi steccati o, ancor peggio, divisioni fra Serie A e Serie B, la musica deve poter essere trattata in modo omogeneo. Dall’elettronica alla lirica, passando per Pupo (in piccole dosi)…

Il regista e producer francese Woodkid (Yoann Lemoine) è noto per essere uno dei talenti più interessanti del momento nel mondo della video arte, basti pensare al video Graffiti, ideato e diretto per la campagna di sensibilizzazione per la lotta contro l'AIDS, con cui ha vinto cinque premi al Festival della Pubblicità di Cannes. Ha realizzato clip per artisti del calibro di Moby, Katy Perry, i video delle canzoni di Lana Del Rey, Born To Die e Blue Jeans ed anche quello di Drake feat. Rihanna. Il suo ultimo EP, Iron, è stato lanciato su Youtube con un videoclip che vede la collaborazione della modella Agyness Deyn. Il brano omonimo viene utilizzato come colonna sonora dello start up di Assassin's Creed: Revelations. C’è chi dice che, ascoltando la sua musica, un pensiero vada subito ad Antony and the Johnsons: Woodkid e Anthony potrebbero essere spiriti affini per quanto attiene l'uso della voce. Palesi sono, invece, le influenze folk della Grande Mela e un modo brillante di giocare con melodie, fermo restando il grande approccio al songwritting, una scrittura fine che galleggia a metà strada tra Neil Hannon e Bonnie Prince Billy. Iron ha rivelato un universo di grazia fragile: quattro canzoni originali, scritte semplicemente alla chitarra o al pianoforte. The Golden Age è, invece, il nome del primo album, che esce nel marzo 2013, preceduto dal singolo I Love You. Di pari passo, nasce e prolifera un tour nazionale e mondiale che tocca e ritocca l’Italia, con nuove date previste a Milano (Villa Arconati. 24 luglio) e Roma (Cave Auditorium Parco della Musica. 25 luglio).


Ricordate la baby band Hanson e la loro hit Mmmbop, datata 1997? Ebbene, dopo molti alti e bassi, i fratelli Clarke Isaac (Ike), Zachary Walker (Zac) e Jordan Taylor (Tay) provano a rimettersi in carreggiata, lanciando una birra! Nemmeno a farlo apposta, si chiamerà Mmmhops ed è prodotta da Mustang Brewing in Oklahoma, stato di provenienza dei tre che, per la precisione, sono nati a Tulsa. Musicalmente parlando, il 9 aprile di quest’anno è uscito il nuovo singolo Get the Girl Back, che ha anticipato l'uscita del loro ottavo album, Anthem. La band parte con un nuovo, lungo tour omonimo, ovviamente live, che è destinato a toccare, fra l’altro, Buenos Aires (Vorterix. 18 luglio), Rio de Janeiro (Citibank Hall. 20 luglio), Nashville (Wildhorse Saloon. 10 settembre) e Salt Lake City (The Depot. 20 settembre). L’Europa è prevista per dicembre 2013.

Dopo la riuscita festa del 2012 (suonarono Grimes e Doldrums), il gala di chiusura della stagione dell’Astoria di Torino ha visto salire in scena due band meritevoli di segnalazione, Chromatics e Glass Candy. Creature synth pop di Johnny Jewel, i Chromatics, che fanno parte della Italian Do It Better, l’etichetta newyorchese di Mike Simonetti, hanno conquistato l'attenzione di pubblico e critica grazia alla loro miscela di shoegaze e suoni eighties. Dopo essere saliti alla ribalta grazie alla colonna sonora di Drive, il loro album Kill for Love è stato subito apprezzato dal mondo indie. Ad aprire il loro live sono stati i Glass Candy, altro progetto di Jewel che, insieme alla cantante Ida No, dà vita ad un mix di no wave, italo disco e gluma rock. Warm in the Winter, il loro pezzo più acclamato.


C’è ancora chi si stupisce del livello qualitativo raggiunto da The Bloody Betroots, ossia (Sir) Bob Cornelius Rifo from Bassano del Grappa (che è terzo nella nostra, annuale classifica dei Top 25 dj del Bel Paese). Questa volta, a fare scalpore è la presenza della voce di Paul McCartney nel nuovo singolo, Out of Sight, uscito in formato digitale il 18 giugno. Per di più, oltre all’ex Beatles, partecipa all’opera anche Youth, alias Martin Glover, ex The Killing Joke e membro dei The Fireman con lo stesso McCartney. Tralasciando le produzioni e le collaborazioni di pregio, basterà dire che nel corso dell’estate, è atteso da date quali Monegro Desert Festival, Campo de Yuso, Spagna (20 luglio), Swiss Paleo Festival di Nyon, Svizzera (24 luglio), Sun Moon Stars di Thuringia, Germania e Silk Route Festival di Kyrenia, Cipro (29 agosto). Per chi non sapesse proprio nulla, ricordiamo che The Bloody Beetrots si esibisce mascherato da Venom, personaggio dei fumetti della Marvel Comics e nemico giurato dell’Uomo Ragno o Spiderman, che dir si voglia.

Sabato 1 giugno, sul palco dei MercatiGenerali di Catania, si è esibito il fondatore dei Gotan Project, Philippe Solal. I dj set di Philippe Cohen Solal sono una fusione e combinazione di tango elettronico, nueva cumbia, remixes, brani non pubblicati dei Gotan, musica elettronica e sonorità latine. Insomma, uno spettacolo tutto da gustare e…ballare. Philippe Cohen Solal ha cominciato la sua carriera come dj su radio indipendenti, prima di diventare manager alla Polydor, per tre anni. Ha partecipato alla prima scena di musica elettronica in Francia, all'inizio dei ‘90. In seguito, è stato assunto alla Virgin, diventando uno dei più importanti supervisori musicali della sua generazione. Insieme al musicista elettronico svizzero Cristoph H. Muller, Solal ha fondato la casa discografia Ya Basta, che ha prodotto progetti come Boyz From Brazil e Stereo Action Unlimited, uniti nella compilation Rue Martel. In seguito, Philippe e Cristoph hanno avviato l'esperienza dei Gotan Project insieme al chitarrista Eduardo Makaroff, un argentino residente a Parigi. Supportato dal suonatore di bandoneon Nini Flores, dal pianista Gustavo Beytelmann e dal violinista Line Kruse, il team si è dedicato alla rivisitazione del lato più malinconico e ispirato del tango argentino e di vari ritmi tradizionali sudamericani, raggiungendo uno straordinario successo internazionale. Da allora, Ya Basta ha pubblicato numerosi altri dischi, consolidando il suo profilo internazionale. L'ultimo lavoro di Solal è la produzione del nuovo album racconto Talè di Salif Keita, pubblicato nel novembre 2012.


Il recente premio per la
Best Minimal/Techno Track (Goes On, realizzata in partnership con Umek) agli IDMA 2013 (28th Annual International Dance Music Awards) consegnati a Miami, durante la Winter Music Conference, ha riportato prepotentemente alla ribalta un amico di lunga data dei dancefloor italiani, Stefano Noferini. Che ricordiamo in tante nottate di casa nostra, ma che si è andato sempre più internazionalizzando, come ben testimoniato dalle prossime date al Fuji Rock Festival di Nigata, Giappone (26 luglio), allo Younity Festival di Tyrol, Austria (3 agosto) e alla Syma Hall di Budapest, Ungheria (19 agosto). Quanto alle produzioni, l’ultimo lavoro chiama in ballo la sua storica label, Deeperfect, che ha editato Club Edition Spring Session 2013.

Non sono certo gli ultimi arrivati ma, ora che hanno il compito di aprire i concerti mondiali di Bon Jovi (anche a San Siro, il 29 giugno. Because We Can – The Tour), i These Reigning Days sono sulla bocca di tutti. La band inglese formata da Daniel Steer alla voce, Joe Sansome alla batteria e Jonny Finnis al basso propone un articolato indie-pop synth articolato e approfitta della grande occasione per presentare dal vivo il nuovissimo single, Too Late, pubblicato dalla Rlb Music Italia ed in vendita dal 14 giugno. Tanto per non farsi mancare nulla, questa estate i These Reigning Days saranno headliner a Glastonbury, Liverpool Sound City, Go Nord in Scozia e on stage sul palco della Polish Woodstock. Nel frattempo, i tre hanno registrato un album con il produttore Yoad Nevo (Goldfrapp, Duran Duran, Sugababes, Pet Shop Boys), che sarà rilasciato entro la fine dell’anno.


Chi, come noi, se lo ricorda alla consolle del Frutto Proibito di Piazza Armerina (EN) non può che gioire di fronte al rinnovato successo di Vincenzo Callea, versione producer. A regalargli buone soddisfazioni non è tanto l’ultimo pezzo targato Ti.Pi.Cal. (Tignino-Piparo-Callea), ma Turn Off the Lights (con video girato a Los Angeles), che prevede la voce di William Naraine. Inserito in compilation quali House Anthem 2013, MiamIbiza 2013 e Miami Unmixed, si sta facendo apprezzare da dj star quali Pete Tong, Tiesto, Nicky Romero e Thomas Gold. Proseguendo con le segnalazioni, una nota di merito spetta anche ai Daddy's Groove (Gianni Romano, Carlo Grieco & Peppe Folliero), ennesimo esempio di dj/producer napoletani alla conquista del mondo dance. Di buon impatto il singolo Unbelievable (con Rob Adans) e di pregio date quali Festival de Poupet di Saint Malo du Bois, Francia (7 luglio), Ministry of Sound di Londra (27 luglio) e Dance Valley by Spaarnwoude, Velsen-Zuid, Olanda (3 agosto).

Post lancio del secondo album, The Shocking Miss Emerald, la cantante olandese Caroline Esmeralda van der Leeuw, alias Caro Emerald, non sta ferma un attimo. Singoli che si susseguono in rotazione (prima Tangled Up, poi Liquid Lunch), con remix che vedono entrate in scena di Dj Bas, Kim van Schaik e Lokee, ma soprattutto tante date live, pronte a spaziare dal North Sea Jazz di Rotterdam, Olanda (12 luglio) alla Philarmonic Hall di Liverpool, Inghilterra (7 settembre), fermo restando che in Italia ascolteremo il suo sound retro in occasione dell’esibizione al Teatro Nuovo di Milano (5 ottobre).


Fra i tanti che, senza averne nè titolo nè merito, si sono lanciati in tanto improbabili quanto (per loro) modaiole (per noi, inutili e goffe) recensioni di Random Access Memories, l’ultimo lavoro dei Daft Punk (i parigini Thomas Bangalter e Guy Manuel De Homem Christo, preferiamo di gran lunga la sintesi di un addetto ai lavori di lungo corso. Su Facebook, Roberto Tury Turatti ha scritto >Sto ascoltando il nuovo "album" dei Daft Punk "RAM"...veramente un salto nel passato. Rilassante, bellissime canzoni, piacevolmente "datato". "My name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me GIORGIO" cit. Il brano con Moroder è spettacolare!!!>

Un meraviglioso declino di nome e di fatto. L’album uscito a gennaio 2012 e poi ripubblicato in edizione deluxe nel febbraio 2013 esaurisce la sua corsa con un nuovo tour elettrico, che funge da atto finale prima di una lunga pausa, in funzione del prossimo album. Il protagonista è Colapesce, alias Lorenzo Urciullo, che si presenta on stage con una formazione scafata, in quanto già utilizzata per accompagnare il talentuoso artista in parte delle registrazioni del disco e nelle date che lo hanno seguito. Il tour si distende lungo tutta l'estate, finendo anche per calcare alcuni palchi inattesi. Come quello dell'Ippodromo di San Siro (City Sound. 1 luglio), ove Colapesce prenderà parte, con il suo live set, all'atteso concerto di The National e Johnny Marr. Altre date degne di nota per il cantautore di Solarino (SR) sono ad Arezzo (Mengo Festival. 3 luglio), Odolo-BS (D-Skarica Live. 4 luglio), Verona (Voglio vivere in Campagna Festival - Forte Gisella. 6 Luglio) e Lugano (Long Lake Festival. 15 Luglio). 


A volte ritornano. Magari, con rinnovata verve. E’ il caso dei Black Sabbath che, ripreso in formazione il sempre borderline Ozzy Osbourne, lanciano sul mercato l’album 13 (singolo, God is Dead?) e partono per un tour mondiale, ma senza passare per l’Italia. Rimaniamo in ambito heavy metal, per segnalare il nuovo album dei Deep Purple, che pubblicano Now What?!, a distanza di 8 anni da Rapture of the Deep. Ian Gillan (voce), Steve Morse (chitarra), Roger Glover (basso), Ian Paice (batteria) e Don Airey (tastiere) arrivano all’Ippodromo del Galoppo di Milano (21 luglio), all’Ippodromo delle Capannelle di Roma (22 luglio) e al Festival di Majano-UD (24 luglio). Da noi, come per incanto, torna in una nuova veste uno dei dischi più rappresentativi del progressive rock, Darwin! Stiamo, ovviamente, parlando del mai dimenticato album del Banco del Mutuo Soccorso, che si palesa sotto forma di un cofanetto in doppio cd o triplo vinile, pubblicato da Sony Music, contenente il remaster con nuovo mixaggio dell’originale e del Live, registrazione integrale del concerto tenutosi presso l’Anfiteatro Romano di Cassino nel 2012. All’interno il brano inedito, Imago Mundi, con Franco Battiato.


Alla ricerca del nuovo Caruso. Meglio se bello e prestante. Le nuove leve della lirica sono in procinto di varcare la soglia di Hollywood: chi ci riuscirà per primo? Stephen Costello o Vittorio Grigolo, Joseph Calleja o Mirco Palazzi, Saimir Pirgu o Erwin Schrott, Noah Stewart o Jonas Kaufmann? State sicuri che ne vedremo delle belle, perché in palio c’è un trono che non ammette sconfitti, quello di sex symbol dell’Opera!


Perchè, ogni Santa estate che il buon Dio ci manda sulla terra, il popolo italiano deve assistere, succube e impotente, alla demenziale e perfino ridicola corsa soloni della musica all’individuazione (in anteprima assoluta, eh!) del tormentone dell’estate? Non basterebbe, a fine stagione, tirare le fila di vendite e gradimento popolare? Anyway, la corrida, quest’anno spazia dal “Che vita di merda”, alias Alfonso, della siciliana Levante al Che Confusione o Sapore d’estate by Moreno Donadoni, da Pensavo fosse amore e invece… di Fedez feat Gue Pequeno a Play Hard by David Guetta feat Ne-Yo e Akon. Ma non basta, perchè in lizza ci sarebbe pure Gatinha Assanhada di Gusttavo Lima





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