logo

Wild Boys!
Il ritorno dei paninari, ma non solo…

La crisi mondiale dice stop all’ostentazione. Stop all’abitudine di lasciare, in discoteca, le bottiglie di champagne, già vuote, nel secchiello del ghiaccio, per mostrare urbi et orbi cosa si è bevuto. E stop ai ristoranti imperniati su menù pieni zeppi di piatti per esibizionisti. Ma dà il la ad un clamoroso ritorno, i panini: attenzione, però, non più “paninazzi” Anni ’80, adorati dai wild boys di piazza San Babila, ma panini-gourmet, ideali per gustare prodotti di qualità, spendendo poco. Tanti sono i locali che si stanno impegnando in tal senso, tipo OttimoMassimo (via Victor Hugo 3, ang. via Spadari) di Milano, Ginger (via Borgognona 43/44) e Tricolore (via Urbana 126) di Roma, Babette (via Raffaele Caravaglios 27) di Napoli. Del resto, questa tendenza vintage amplia a dismisura l’originario raggio di azione, perché i moderni paninari amano pure gli hamburger “european style”, come ben testimoniato dalle sfiziose proposte di Al Mercato di Milano (via Sant’Eufemia 16), Retro Burger (via Azuni 98) di Cagliari e LungArno 23 (Lungarno Torrigiani 23) di Firenze, i toast e le piadine. Meglio, se con ingredienti speciali quali mora romagnola, tonno rosso e formaggio di fossa. Chicche sfiziose e golose si possono gustare presso Nudecrud (via Tiberio 27/29) e Del Sole (viale Praga 43) a Rimini, Giro di Boa (via Rasi Spinelli) a Cattolica (RN), La Piadina del Canalino (via Jelenia Gora) a Milano Marittima (RA) e Il Piccolo Chiosco (via Molo san Filippo) a Porto Corsini (RA).



Ma la voglia di guardarsi indietro non si ferma qua, visto che i toast strizzano l’occhio agli Anni ‘50, fermo restando che il primo tostapane automatico fu inventato nel 1919. Per sperimentare toast fantasiosi e di buona fattura, basta fare un salto al Toasteria Cafè (via Santo Stefano da Nicea, ang. via T. Campanella) di Reggio Calabria (via Santo Stefano da Nicea) e al Mi Casa (via Matteo Maria Boiardo 19) di Milano. Ancora più a ritroso nel tempo pare viaggiare il Fantini Club (Lungomare Grazia Deledda 182) di Cervia (RA) che, accompagnando le sue piadine con l’iniziativa “Un Gastroenterologo in Spiaggia”, catapulta la nostra memoria fino alle vecchie colonie. Ove i piccoli frequentatori erano soggetti a visite e consulti di ogni tipo. Ora come allora, i primari tornano on the beach, per tenere conferenze su “Reflusso gastro-esofageo”, “Malattie infiammatorie croniche intestinali” ed “Helicobacter Pylori”, con esplicitazione delle patologie gastrodueodenali. E’ il punto di non ritorno degli stabilimenti balneari, nati come luoghi per crogiolarsi al sole, fare il bagno e rilassarsi sulla sdraio ed arrivati a proporre tutto ed il contrario di tutto. Perché un bagno come si deve prevede mercatini etnici, reading poetici, palestra, aperitivi musicali, biblioteche, idromassaggi, gioco del golf, balli, ultime tecnologie...

A voler essere pignoli, però, al trionfo totale del deja vu manca ancora un piccolo passo. Ma si può rimediare: basta prendere spunto dallo show di affilatura proposto da Lorenzo Preattoni, boss dell’Associazione Coltellerie e Arrotini, presso lo showroom Spotti/Valcucine di Milano, nell’ambito della mostra Lama/Non Lama. E fu così che in spiaggia, al calare delle prime ombre della sera, non mancò nemmeno un richiamo di sapore antico, Donne, è tornato l’arrotino!





Created by Roberto Piccinelli  |  Powered by dabit.net  |  Info e Legal